Forfettario o SRL? Come scegliere la forma giuridica quando apri un’attività nel 2026

Quando si avvia un’attività, una delle prime decisioni da prendere riguarda la forma giuridica: meglio partire con una partita IVA in regime forfettario o costituire subito una SRL?

La risposta non è uguale per tutti. Dipende da fatturato previsto, costi, utile reale, rischio dell’attività, necessità di protezione patrimoniale e obiettivi di crescita.

Scegliere male può costare caro: una SRL aperta troppo presto comporta costi e adempimenti più elevati; restare troppo a lungo nel forfettario può invece limitare la pianificazione fiscale e la tutela del patrimonio personale.

In questa guida vediamo le principali differenze tra regime forfettario e SRL, i limiti da considerare nel 2026 e quando può convenire il passaggio da una forma all’altra.

Regime forfettario e SRL: cosa cambia

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato riservato alle persone fisiche con partita IVA individuale. Non è una società, ma una forma semplificata di gestione fiscale.

Il reddito non viene calcolato sottraendo i costi reali dai ricavi, ma applicando un coefficiente di redditività stabilito in base al tipo di attività. Su quel reddito si versa un’imposta sostitutiva.

La SRL, invece, è una società di capitali. Ha una propria autonomia giuridica, un patrimonio distinto da quello dei soci, una contabilità ordinaria e una gestione più strutturata.

In cambio di maggiori costi e adempimenti, la SRL offre una maggiore protezione patrimoniale e più possibilità di pianificazione fiscale.

Aprire partita IVA nel 2026 in regime forfettario

Per chi inizia una nuova attività, il regime forfettario è spesso la soluzione più semplice e conveniente.

I principali vantaggi sono:

  • tassazione agevolata con imposta sostitutiva al 15%;
  • aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni, se si rispettano i requisiti previsti;
  • niente IVA in fattura;
  • contabilità semplificata;
  • costi di gestione più bassi rispetto a una società.

Per accedere e restare nel regime forfettario nel 2026 bisogna rispettare alcuni limiti.

La soglia principale è quella degli 85.000 euro di ricavi annui. Se si supera questa soglia, ma si resta sotto i 100.000 euro, si esce dal regime dall’anno successivo. Se invece si superano i 100.000 euro, l’uscita è immediata, con applicazione dell’IVA dall’operazione che determina il superamento.

Un altro limite importante riguarda le spese per lavoratori dipendenti e collaboratori, che non devono superare i 20.000 euro lordi annui.

Bisogna inoltre prestare attenzione alle cause ostative. Ad esempio, non è possibile applicare il forfettario se si controlla direttamente o indirettamente una SRL che svolge un’attività riconducibile a quella esercitata con la partita IVA individuale.

Quando conviene aprire una SRL

La SRL diventa interessante quando l’attività cresce e richiede una struttura più solida.

Il primo vantaggio è la protezione patrimoniale. Il patrimonio della società è separato da quello personale dei soci: in caso di debiti aziendali, di norma risponde la società con il proprio patrimonio, non il socio con i propri beni personali.

Questo aspetto è particolarmente importante per attività con investimenti rilevanti, collaboratori, fornitori, finanziamenti o rischi operativi.

Dal punto di vista fiscale, la SRL paga IRES al 24% sul reddito prodotto, oltre all’IRAP, la cui aliquota base è pari al 3,9% ma può variare a livello regionale.

A differenza del forfettario, nella SRL è possibile distinguere tra utile lasciato in azienda e utile distribuito ai soci. Gli utili non distribuiti possono essere reinvestiti nell’attività, rinviando la tassazione personale sul socio.

La SRL permette inoltre una pianificazione più ampia: compenso amministratore, gestione degli utili, welfare aziendale e, nei casi più strutturati, anche eventuali operazioni societarie.

Il limite principale è rappresentato dai costi: costituzione, commercialista, contabilità ordinaria, bilancio, deposito in Camera di Commercio e maggiori adempimenti amministrativi.

A che fatturato conviene passare da forfettario a SRL

Il punto di pareggio non dipende solo dal fatturato, ma soprattutto dal reddito effettivo.

In linea generale:

  • sotto i 60.000 euro di reddito, il forfettario è spesso più conveniente;
  • tra 60.000 e 70.000 euro si entra in una zona da valutare con attenzione;
  • sopra i 70.000 euro di reddito, soprattutto se si esce dai limiti del forfettario, la SRL può iniziare a diventare vantaggiosa.

La SRL conviene soprattutto quando una parte degli utili viene lasciata in azienda e reinvestita. Se invece ogni anno si distribuisce tutto l’utile ai soci, parte del vantaggio fiscale può ridursi.

Per questo motivo non esiste una soglia valida per tutti. Servono simulazioni basate su numeri reali: ricavi previsti, costi, contributi, compenso dell’amministratore, regione di riferimento e obiettivi di crescita.

La scelta giusta parte dai numeri

Scegliere tra forfettario e SRL non significa seguire una regola standard, ma costruire una soluzione su misura.

La forma giuridica corretta deve tenere conto non solo della tassazione, ma anche della crescita prevista, del rischio imprenditoriale, della gestione dei costi e della protezione del patrimonio personale.

LSA Group affianca imprenditori, professionisti e nuove attività nella scelta della forma giuridica più adatta, attraverso analisi e simulazioni costruite sui numeri reali del progetto.

Contattaci per una valutazione personalizzata prima di aprire la partita IVA o costituire una SRL.